E voglio che tu scelga un momento nel passato in cui eri una bambina piccola piccola.
E la mia voce ti accompagnerà. E la mia voce si muterà in quelle dei tuoi genitori, dei tuoi vicini, dei tuoi amici, dei tuoi compagni di scuola e di giochi, dei tuoi maestri.
E voglio che ti ritrovi seduta in classe, bambina piccolina che si sente felice di qualcosa, qualcosa avvenuto tanto tempo fa, qualcosa tanto tempo fa dimenticato. [Milton H. Erickson]

Spesso quando si pensa alla parola ipnosi, l’immagine che salta subito alla mente è quella dell’ipnotista con l’orologio da taschino che facendolo muovere davanti al soggetto, lo porta in uno stato di incoscienza, incapace di disobbedire a qualsiasi richiesta. In realtà durante lo stato ipnotico si ha assoluta volontà sulle proprie azioni. Inoltre tutti abbiamo sperimentato dei leggeri stati ipnotici; infatti durante la giornata, ogni 90 minuti circa, andiamo incontro a un calo dell’attenzione e tendiamo a sviluppare dei fenomeni ipnotici spontanei. In questi momenti spesso nel parlare si fanno discorsi ingarbugliati, lapsus, errori di sintassi, gaffe. Milton H. Erickson, uno dei più famosi terapeuti che ha utilizzato l’ipnosi, aspettava spesso questa fase per indurre l’ipnosi.

Sono molte le definizioni di ipnosi che si sono susseguite negli anni. Una della più autorevoli e recenti è quella dell’Associazione Psichiatrica Americana:

[…] Quando si usa l’ipnosi, una persona (il soggetto) è guidato da un altro (l’ipnotista) a rispondere a suggestioni per cambiamenti nell’esperienza soggettiva, alterazioni nella percezione, sensazione, emozione, pensiero, o comportamento. […]

Milton H. Erickson affermava che l’ipnosi non è altro che uno stato alterato di funzionamento che il soggetto può utilizzare per trovare le risorse inconsce per risolvere le sue problematiche.

L’ipnosi è una forma particolare, esclusiva, profonda e regressiva di relazione, dove il soggetto diventa una sorta di spettatore passivo di quanto accade al proprio corpo o alle proprie sensazioni, è dove è possibile accedere alla dimensione inconscia ed emotiva. E’ anche la forma di trattamento che più facilmente crea ed accelera un transfert (lo spostamento di schemi di sentimenti e pensieri da una relazione significante passata verso un’altra).

L’efficacia dell’ipnosi è stata provata clinicamente ed oggi risulta efficacemente utilizzata per diverse problematiche:

  • Trattamento di paure, fobie, dipendenze.
  • Trattamento in patologie dolorose come le artriti reumatoidi.
  • Trattamento e riduzione del dolore durante il parto.
  • Riduzione dei sintomi di demenza.
  • Controllo del peso.
  • Trattamento di problematiche legate alla pelle come le psoriasi.
  • Interventi odontoiatrici.

 Chi è ipnotizzabile?

Secondo diversi studi il 30% delle persone non è ipnotizzabile; a questo gruppo appartengono individui con gravi disturbi mentali o che ha subito lesioni celebrali. Alcuni studi sembrano provare che esiste una predisposizione genetica all’ipnosi. Esistono tre livelli di ipnosi:

  • Leggera, (10% della popolazione) il soggetto è apatico, il corpo inerte, respirazione rallentata. Sono possibili semplici suggestioni.
  • Media, (50% della popolazione) mancanza di tono muscolare nel volto e flaccidità degli arti. Si ha un ricordo parziale di ciò che è avvenuto.
  • Profonda (10% della popolazione)
    • Sonnambolica, è caratterizzata da capacità di aprire gli occhi, camminare, obbedire alle istruzioni senza modificare la trance. Il movimento e le reazioni risultano legnosi e rallentati.
    • Stuporosa, molto rara, assomiglia ad uno svenimento, inoltre il soggetto non ha nessun ricordo al risveglio. Può raccontare anche di aver sperimentato esperienze paranormali.

Ecco un rapido elenco delle caratteristiche riscontrate negli individui maggiormente predisposti all’ipnosi:

  • Fervida immaginazione e fantasia.
  • Essere emotivi e dare peso alla propria interiorità, ai sogni e alle sensazioni interne.
  • Capacità di restare assorti e concentrati (chiamata capacità di assorbimento).
  • Interesse per l’ipnosi e il paranormale.
  • Apertura alle esperienze nuove.
  • Poco ansiosi.
  • Disposizione a compiacere gli altri.
  • Dipendenti e responsabili.
  • Scarso orientamento alla realtà, assenza di critica razionale, atteggiamento rilassato, curiosità, poco inclini ai pregiudizi e attenti all’interiorità.
  • Facilità ad addormentarsi.

Anche l’orario può influire, il miglior momento della giornata in generale è dalle 8 alle 14. Il più refrattario è alle 20. L’età gioca un ruolo, il picco della ricettività ipnotica è nell’adolescenza con un declino dai 17 ai 40 anni che poi torna a crescere fino all’anzianità.

Come può essere indotta l’ipnosi?

Esistono diverse procedure per indurre una trance ipnotica. Tra le varie forme di induzioni ipnotiche non esiste uno standard o una particolare induzione ipnotica che si possa considerare la migliore. Ogni induzione deve essere tarata sull’individuo con cui la si fa.

  • Induzioni non verbali: vengono inviati al soggetto degli stimoli emotivi di cui quest’ultimo non colga il valore e il significato, come ad esempio segnali non verbali come gesti, vocalizzi, variazioni della distanza interpersonale. I messaggi sono realizzati in modo da conformarsi ai modelli che caratterizzano gli scambi precoci tra genitore e bambino, cioè di punizione e gratificazione.
  • Induzioni verbali: si utilizza la comunicazione verbale guidando il soggetto verso la trance. Era il metodo utilizzato da Milton H. Erickson.
  • Auto-induzioni: ovvero un ipnosi auto-indotta, che richiede un minimo di addestramento e allenamento costante perché sia efficace. Più ci si esercita, meglio riusciamo, al punto da arrivare nello stato di trance in pochi secondi.